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venerdì 2 gennaio 2009

collage di buon anno

domenica 30 marzo 2008

30/03/1980


Fabio, svegliati hai 28 anni!

Ho chiuso un'altro anno.


Sussurra al Mondo ciò che sei, ma urla a te stesso per capirti.
(Kahlil Gibran )


mercoledì 18 luglio 2007

18-07-1999

Sono passati 8 anni, non credo che tu riesca a vedermi, ma spero almeno che tu riesca a vedere te stessa. Mi manchi tanto. Fabio AFA23

"Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni" W.S.

"Cazzo Fabio in casa ormai si è diffuso il silenzio e guardando dalla finestra vedo solo i lampioni, però è bellissimo.
In questo momento sento solo il ticchettio dell'orologio TIC-TAC-TIC-TAC ed il tempo che passa. Passano i secondi, i minuti e con loro anche le ore e fra poche ore sarà già giorno e così la vita ricomincia (anche se non è mai morta), il solito via vai di persone. Persone che pensano, ma pensano a cosa? Penso che ormai, in questo momento non esista nemmeno una persona che non pensi a cose tristi (eccetto te). Ma sai la vita bisogna prenderla con filosofia, anche se a volte è molto, ma molto difficile, ma te ci riesci. Ecco una delle tante cose che mi piace di te, che te nella maggior parte delle volte sei allegro, spensierato. Ma come cavolo fai? Qual'è il trucco? (anche se penso che non esista un trucco). Buonanotte Clé"

domenica 8 luglio 2007

Tornando sullo ZEN

07-07-07
...io c'ero!(Pioppo controluce - Pacio)

Negare il confine tra l'Io e il resto del mondo, può portare alla perdita non solo dei tuoi confini, ma anche di te stesso. Ecco, come il Maestro Unmon spiega al suo discepolo che per arrivare all'illuminazione si deve prima almeno intuire quello che è la perdita di confini, tra te e quello che ti circonda. La fine del dualismo, delle categorie e dei sistemi che ci circondano, e di cui facciamo parte. Questo è un pezzo scelto da Hofstadter nel suo libro "GEB-EGB"

Godel, Escher, Bach, un'Eterna Ghirlanda Brillante

Un monaco curioso pose a un maestro la domanda:"Che cos'è la via?".
"E' proprio davanti ai tuoi occhi" disse il maestro.
"Perchè non la vedo da solo?".
"Perchè stai pensando a te stesso".
"E tu la vedi?".
"Finchè vedi doppio, dicendo 'Io no' e 'Tu si' e così via, i tuoi occhi sono annebbiati" disse il maestro.
"Quando non c'è né 'Io' né 'Tu', la si può vedere?".
"Quando non c'è né 'Io' né 'Tu', chi la vuole vedere?".

giovedì 5 luglio 2007

Secondo me

secondo me
dovresti imparare le cose che ti piacciono, non per saperle, ma per giocare alla scoperta.
Quel che tu sai alla fine non importa a nessuno, lo studio deve essere un percorso personale e indipendente dal metodo e dal giudizio. Però si sa: il mondo gira in un'altra maniera, e siccome siamo in tanti, dobbiamo creare dei parametri. Standardizzazioni, categorie, modelli e criteri: ovvero la didattica, che permette alla conoscenza di essere misurabile e uguale per tutti, quindi democratica.
Tante più persone devono condividere una conoscenza, tanto più si necessita di un processo democratico e imparziale per diffonderla. Nel nostro piccolo, il minimo che possiamo fare per far del bene al mondo, è imparare, per poi diffondere al maggior numero di persone.
Alla fine non importa cosa impari;
per non sbagliare, secondo me, dovresti imparare solo le cose che ti piacciono, non per saperle, ma per giocare alla scoperta.
Non per saperle dire davanti a un professore, ma per scoprire a quanti altri argomenti ti puoi riagganciare, e magari fantasticare sulle ricerche che ancora devono essere fatte. So che sembra stupido andare a raccontare a uno sconosciuto le cose che lui ti ha detto di studiare, ma pensa che a lui non frega niente, ne di te, ne del tuo voto. Quindi se lo fai, pur sapendo che non finirai il tuo percorso, ricorda che a volte non è sufficiente imparare solo le cose che ci piacciono, ma anche quelle che inizialmente non avevamo notato, ma che sono parte integrante della materia.
E a quanto pare, sono proprio quegli argomenti che a pelle sembrano fastidiosi e difficili, che poi effettivamente quando ti ci trovi di fronte vedi un muro, e dici -ma chi me l'ha fatto fà?-
Se pensi di studiare, e di non arrivare in fondo, perchè non hai iniziato fin da subito a trovare un altro impegno? Avresti potuto studiare comunque quelle materie, magari alla tua maniera, magari su un prato, sotto i pini, e accanto alle mimose. Sono tutte decisioni, bivi, interruttori e leve che azioniamo a seconda delle nostre convinzioni. Se piacesse a tutti continuare a studiare, pur sapendo di non arrivare a una ricompensa, il mondo sarebbe pieno di persone come noi: libere nel sapere e nella conoscenza.
Quindi devi andare a dare il prossimo esame, e quello dopo ancora, e dovrai farmi sapere come sono andati (se proprio non vuoi rendermene partecipe), e così in futuro ne darai altri con la stessa leggerezza e spontaneità con cui hai imparato gli argomenti che più ti interessano. La conoscenza con lo studio non ci incastra niente, io parlo del piacere di scoprire, lento e coniugato a mille altre esperienze, un quadro generale del sapere, che ti affiora alla mente in maniera sfumata, e che poi si fissa piano, ma per sempre; proprio come da un bagno d'acido nasce una fotografia.

PS: Scrivo bene e razzolo male

("Pista", aka Piscina, del Pacinotti)


(Cale2_011)

giovedì 22 marzo 2007


- famar23@hotmail.com -

martedì 20 marzo 2007

oggi 20 marzo


- gelo -

Ha nevicato sui monti pisani, dopo l'inverno più caldo dall'invenzione dei termometri.
In compenso è arrivato un bel po' di vento. Io e il Ponio ci stiamo organizzando...


- vento -

lunedì 19 marzo 2007

è già lunedì


- Destini -

domenica 18 marzo 2007

Domenica


- Sole -

E' una domenica strana

sabato 10 marzo 2007

Caledoscopi

Ecco alcuni dei miei caledoscopi preferiti:


- Camera -